Gialli, noir, legal thriller, spionaggio. I migliori libri di sempre.


Libri gialli, noir, polizieschi, spy story, legal thriller

Una volta considerati opere di serie B, oggi i libri gialli vedono riconosciuto il loro valore e conquistano il favore di lettori e critici. Ma come orientarsi nel variegato mondo del giallo? Vediamo di capirne di più.

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Libri gialli: il sottile fascino del lato oscuro


Se avete sempre pensato al giallo come a un genere letterario di seconda classe, buono per chi non ama la letteratura, siete fuori strada. I libri gialli, oltre ad essere entusiasmanti e avvincenti, sono per lo più scritti da veri e propri maestri del genere, che giocando con intrighi, depistaggi, personaggi ambigui e vicende oscure, riescono a tenere incollati alle pagine anche i lettori più svogliati.


Ma cos'è un giallo? In Italia questo termine indica le storie in cui avviene un crimine e tutta la narrazione ruota intorno al tentativo di smascherare il responsabile. Solo in Italia, però, dove la definizione di giallo prende le mosse da un aneddoto editoriale: nel 1929, infatti, la Mondadori presentò sul mercato una collana di romanzi polizieschi, tutti pubblicati con una copertina gialla, su cui spiccavano il titolo e un'illustrazione che richiamava la trama. Da allora giallo è sinonimo di storie poco chiare, in cui la verità arriva solo alla fine, dopo indagini approfondite e colpi di scena di ogni tipo.


Nei paesi francofoni vengono definiti “noir”, dalla famosa collana poliziesca Série Noir, o “roman policier”. In America e Inghilterra questo genere letterario è definito “detective fiction” o “detective story”, in Germania “kriminalroman” e in Spagna “novela negra”. Ma sempre di libri gialli si tratta!


Nonostante ciò, non tutti i romanzi gialli sono uguali e a seconda dell'intensità della storia, del punto di vista del personaggio o dell'ambientazione, prendono nomi diversi. Vediamo, dunque, quali sono le categorie dei libri gialli e quali le opere più rappresentative da leggere per provare un brivido anche in piena estate.



Gialli, thriller, spy story, noir, polizieschi : categorie diverse per toni differenti


Da noi, quindi, si chiamano gialli, ma come abbiamo visto, altrove questa narrativa prende nomi diversi. Ciò che conta, però, è la suspence: non importa quale sia l'azione criminosa, se si tratti di omicidio, suicidio, rapimento, scomparsa. In ogni caso la trama sarà intricata quanto basta a costringervi a terminare la lettura nel più breve tempo possibile.


Nonostante ciò, la fervida immaginazione degli autori ha costretto critici e lettori a coniare nuove definizioni per definire quei filoni che, pur ricadendo sotto la categoria “gialli”, per loro natura si prestano ad essere inseriti in sottocategorie più specifiche. Sottocategorie che vi permettono di rintracciare agevolmente il tipo di narrazione a voi più congeniale.


Vi piacciono le trame complesse? Scegliete i libri gialli classici! Adorate gli intrighi? Amerete le spy story! Siete per le atmosfere cupe e i poliziotti che corrono sul filo della legalità? Sarete fan del noir!


Potrete anche leggerli tutti, ma cominciate da ciò che rientra di più nelle vostre corde. Non ve ne pentirete.



I migliori libri gialli "classici"


Questa tipologia di gialli ha un obiettivo nascosto: quello di sfidarvi a scoprire l'identità del colpevole, indizio dopo indizio. Non a caso, infatti, vengono anche chiamati gialli deduttivi, proprio perché dovrete camminare mano nella mano con l'investigatore, che seguendo tracce più o meno fuorvianti, alla fine smaschererà il colpevole.


Generalmente le storie seguono un percorso logico, tutti i tasselli finiscono per trovare la loro corretta collocazione e non di rado comprendono un numero esiguo di indiziati, che verranno man mano scagionati, fino a che ne rimarrà uno solo. In poche parole, questo tipo di libro giallo segue pedissequamente il decalogo di Knox del 1929: nella storia non deve mai intervenire alcunché di soprannaturale o di illogico che possa contribuire alla risoluzione del mistero. Ovviamente, anche l'investigatore, che non può mai essere il colpevole, non può fuorviarvi nascondendovi i progressi delle indagini.


Una piccola sottocategoria di questo genere è rappresentata dai cosiddetti “enigmi della camera chiusa”, quelli in cui l'omicidio avviene in un contesto apparentemente impossibile, che sfida il detective, e con voi con lui, a trovare una spiegazione plausibile per l'accaduto.


Qualche esempio? Ecco i migliori libri gialli da leggere per mettere alla prova le vostre abilità di detective!


L'assassinio di Roger Ackroyd, di Agatha Christie

Considerato un caposaldo del genere, nonché una delle opere meglio riuscite della regina del giallo, questo libro esce nel 1926, ma non fatevi depistare dalla sua anzianità: ancora oggi è capace di mettere alla prova anche il più attento dei lettori!

Come ci si aspetta, c'è un morto e una rosa di sospettati, tutti dotati di movente e opportunità. Al celebre investigatore Poirot però non sfugge nulla, quindi preparatevi a seguire i suoi ragionamenti, logici e inoppugnabili, con i quali alla fine scoverà l'assassino. Ma non contate di riuscire a fare altrettanto: saprete chi è il colpevole, solo quando lui deciderà di svelarvelo!


Il mastino di Baskerville, di Arthur Conan Doyle

E dopo la regina dei gialli, non poteva mancare il re, il padre del celebre detective Sherlock Holmes, resuscitato per l'occasione, dopo che l'autore ne aveva fatto presagire la fine nel libro precedente. La narrazione si avvale di elementi efficaci e ben congegnati: una dimora isolata, una morte sospetta e un mistero nascosto nel passato, che contribuisce ad ammantare l'intera storia di un'oscurità dal tono gotico.

Un vero classico del giallo, in cui colpi di scena, stile essenziale e attenzione ai profili psicologici dei personaggi contribuiscono a renderlo avvincente fino alla soluzione finale, quella in cui tutti i tasselli finiscono per combaciare alla perfezione, rivelandovi il vero colpevole.


La camera azzurra, di George Simenon

Questo romanzo, pubblicato nel 1964, potrebbe essere definito un giallo classico anomalo. La protagonista, infatti, non sembra essere tanto l'indagine, quanto la psicologia dei due personaggi principali, all'apparenza due amanti come tanti.

Ma la loro infedeltà darà il via a una serie di drammatiche conseguenze, che cambieranno per sempre la loro vita. Non è il caso di eccedere con gli spoiler, ma vi basti sapere che saranno puniti. Ovviamente, non per la loro infedeltà. Una storia iniziata in una camera azzurra, da cui il titolo, e che passo dopo passo vi porterà a dubitare delle reali intenzioni dei protagonisti, fino all'ultima pagina.


Il nome della rosa, di Umberto Eco

Questo è il primo romanzo dell'autore e, non c'è dubbio, ha fatto centro al primo tentativo. A metà strada fra il giallo storico e quello deduttivo, questo libro ha ottenuto subito un grandissimo successo di pubblico e critica, al punto che nel 1986, 6 anni dopo la pubblicazione, una sua trasposizione viene portata sul grande schermo, diretta da Jacques Annaud e interpretata da un magistrale Sean Connery.

Ambientato nel medioevo in un isolato monastero, il romanzo vi conduce alla scoperta di misteri, intrighi, tradimenti e lotte di potere, raccontate per bocca dei suoi due protagonisti principali: Guglielmo de Baskerville, frate francescano inviato al monastero come mediatore e improvvisatosi come investigatore, e Adso de Melk, una sorta di dottor Watson di sherlockiana memoria. Un tipico rapporto maestro-allievo, che contribuirà alla risoluzione del mistero.


Il treno per Istanbul, di Graham Green

Pubblicato nel 1932 e ambientato sul celebre treno Orient Express, questo è un grande classico della letteratura gialla dei primi del Novecento. Per certi versi potrebbe richiamare alla memoria il ben più famoso romanzo di Agatha Christie, ma l'atmosfera è decisamente più pesante, cupa, drammatica.

Il mondo è quello che sta precipitando verso la seconda guerra mondiale, in cui povertà, razzismo e fallimento degli ideali e della politica gettano un'ombra oscura sui destini dei personaggi. Forse un po' lento, soprattutto all'inizio, ma di sicuro un giallo da leggere.



I migliori libri di spionaggio

Questi libri sono anche conosciuti come spy story e se siete appassionati di politica internazionale, li troverete irresistibili! Terrorismo, nomi in codice, intrighi e tradimenti sono gli ingredienti principali dei libri gialli di spionaggio, nei quali nulla è come appare.


Qui, oltre ovviamente alla storia, sempre particolarmente intrigata, si dà molto peso ai personaggi, agli equipaggiamenti, ai ruoli e alle interazioni. Non importa che siano spy story letterarie, in cui la vicenda, spesso calata in un contesto reale o comunque verosimile, è raccontata in modo sottile e dettagliato, o spy story d'azione, nelle quali la velocità degli eventi è pari a quella dei colpi di scena: in ogni caso saranno avvincenti.


Ma la di là degli eventi più spettacolari, propri dei romanzi più orientati all'azione, ciò che contraddistingue i libri gialli di spionaggio è l'ambiguità dei personaggi, il tornaconto personale o governativo, gli accordi più o meno confessabili e la verosimiglianza della narrazione. Saranno pure spie, ma quello in cui si muovono è il mondo reale!


E chi sono i migliori scrittori di spy story? Le ex spie, come John Le Carré o Graham Greene, che hanno davvero lavorato per i servizi segreti e che, come pochi altri, riescono a raccontarli con una dovizia di particolari e un'attenzione maniacale agli equilibri che non potrà non intrigarvi. Ecco perché li abbiamo inseriti in questa breve lista di romanzi di spionaggio da leggere!


La spia che venne dal freddo, di John Le Carré

Se amate i libri gialli di spionaggio, questo è un titolo da non perdere. Pubblicato nel 1963, restituisce intatta la cupa atmosfera degli anni della Guerra Fredda, quelli in cui i servizi segreti di mezzo mondo si affaccendavano al servizio dei rispettivi governi per disinnescare eventuali minacce provenienti ora dagli Stati Uniti, ora dalla Russia e dai suoi stati satellite.

Qui seguirete la missione dell'agente inglese Alec Leamas, incaricato di dare la caccia a un suo omologo dei servizi segreti della Germania dell'Est. Intrighi e inganni renderanno la narrazione coinvolgente fino all'ultima pagina, mentre sul fondo rimane la Storia, quella con la S maiuscola, quella che ancora oggi è di ispirazione per i migliori libri di spionaggio di tutto il mondo.


Il giorno dello sciacallo, di Frederick Forsyth

L'approccio è giornalistico, ma il risultato è degno di competere con le opere dei più grandi maestri di spy story! Ancora oggi, infatti, a distanza di tanti anni, questo romanzo suscita grande entusiasmo e stupore.

Già la storia è avvincente di suo: nel 1962, dopo il disfacimento della colonia in Algeria, un killer professionista viene incaricato di uccidere il presidente Charles de Gaulle. Ma alla cattura dello “sciacallo” ci penserà l'investigatore della polizia Claude Lebel, che in un susseguirsi di azioni rocambolesche e molto verosimili, vi porterà in giro per tutta la Francia. Un classico da non perdere.


La talpa, di John Le Carré

Altro grande successo dell'ex spia John Le Carré, questo romanzo esce nel 1974 e i fatti a cui si ispira sono reali. Non solo, sono fatti che ha vissuto in prima persona. Ricordate? Prima di essere uno scrittore, questo autore è stato davvero una spia!

Tutta la trama ruota intorno ai tentativi da parte del servizio di sicurezza inglese di smascherare un suo agente, passato al servizio del KGB sovietico. Siamo ancora in piena Guerra Fredda e George Smiley, la spia britannica incaricata dell'indagine, è esattamente come vi immaginate un agente segreto di quegli anni: freddo, analitico, organizzatissimo.

Una spy story davvero intricata, per un romanzo scritto in modo sublime, portato sugli schermi da un formidabile Gary Oldman, nei panni dell'agente Smiley.


Il nostro agente all'Avana, di Graham Greene

Lo scrittore conosce bene il mondo dei servizi segreti e questa volta usa l'arma dell'ironia per ridicolizzare il pathos con cui CIA e intelligence occidentali affrontano il blocco sovietico. La storia, scritta nel 1958, quindi in piena guerra fredda, è ambientata nella Cuba di Fulgencio Batista, dove un commerciante di aspirapolvere viene arruolato dall'MI6, il servizio segreto britannico.

L'uomo non è una spia e a Cuba non accade nulla che possa interessare ai servizi, quindi pur di continuare a ricevere lo stipendio, si inventa i progetti di una fantomatica macchina da guerra, basati sul motore di un aspirapolvere. Una storia a tratti grottesca, usata per irridere i servizi di intelligence occidentali, che all'epoca arruolavano chiunque, purché si professasse anticomunista.


La cruna dell'ago, di Ken Follett

Trama intrigante e finale inaspettato rendono questo libro uno dei libri gialli di spionaggio da leggere. Forse meno elaborato dei successivi romanzi dell'autore, ma ricordate che con questa storia Ken Follet ha vinto Il premio letterario Edgar Award per il migliore romanzo!

La storia si snoda nei giorni immediatamente precedenti al D-Day: Hitler manda la sua migliore spia, soprannominata l'Ago per la sua capacità di passare inosservata e il suo amore per gli stiletti, a spiare gli americani, al fine di capire la reale portata della minaccia.

Non vi diremo come finisce la storia, ma vi basti sapere che la figura della spia è tratteggiata con incredibile maestria: una sorta di robot, privo di sentimenti, che alla fine, però, commetterà il suo peggior passo falso proprio a causa dell'emozione più umana che si possa immaginare.



I migliori libri del noir americano


Con il noir, come suggerito dal nome, entriamo nell'oscurità delle strade urbane e dell'animo umano. Utilizzato inizialmente per indicare tutto quel filone britannico dedicato alle suggestioni gotiche, oggi con il termine noir si indicano quei romanzi, soprattutto americani, che presentano una serie di caratteristiche.


Le storie sono sempre incentrate su un crimine, ma a differenza dei classici romanzi gialli, queste non hanno nessun finale consolatorio: qui la realtà è più sfaccettata e non sempre la cattura del colpevole riporterà la bilancia a pendere dalla parte della giustizia. Anzi.

Il protagonista non sempre è un investigatore e, soprattutto, non sempre è integerrimo. I libri noir sono popolati di detective che agiscono sul filo della legalità, di poliziotti che per risolvere i crimini utilizzano gli stessi metodi dei criminali a cui danno la caccia, di personaggi ambigui e contorti, la cui morale si presta a doppi salti mortali ogni qualvolta gli fa comodo.


Anche l'ambientazione contribuisce a rendere il tutto cupo e distorto: scenografia dei romanzi noir è infatti la città, meglio se tentacolare, nella quali le periferie, raccontate in modo crudo e realistico, diventano palcoscenico per relazioni pericolose, traffici illeciti, omicidi e spaccio. A dimostrazione, ecco 4 romanzi noir, in cui morte, cinismo e corruzione fanno da contraltare a detective a tratti discutibili.


LA Confidential, di James Ellroy

Che sia in romanzo da ascrivere al genere hard-boiled, il termine con cui gli americani definiscono il genere noir, lo si intuisce fin dal titolo: secco, crudo, essenziale. Così come tutto il libro, d'altronde.

Edito nel 1990, il romanzo è ambientato negli anni 50 a Los Angeles, dove le collusioni fra polizia, criminalità organizzata e potere politico non sono una novità. La tensione trapela vivida dalle pagine del libro e se pensate che molti di quei fatti sono costruiti su eventi realmente accaduti, sarete ancora più coinvolti da questo noir. Da leggere assolutamente, soprattutto prima di vedere la trasposizione cinematografica del 1997, interpretata da due mostri sacri del cinema, come Russel Crowe e Kevin Spacey.


Il grande sonno, di Raymond Chandler

Avete presente il geniale detective Philip Marlowe? Ecco, questa è la sua prima indagine, uscita dalla penna di uno degli autori considerati i padri dell'hard-boiled ed interpretata sul grande schermo dall'indimenticabile Humphrey Bogart.

L'indagine parte dalla richiesta di un anziano uomo, che già gravemente malato, vuol fare chiarezza su un ricatto di cui è vittima. Il detective scoprirà che dietro c'è un mondo fatto di segreti, traffico di materiale pornografico, scomparse e omicidi. Tutti ingredienti tipici di questo genere letterario, mescolati con la maestria di un grande autore di romanzi noir.


Il falco maltese, di Dashiell Hammett

Questo romanzo è considerato, non a torto, il capostipite di tutto il genere hard-boiled. Protagonista del romanzo è il detective Spade, cinico, duro e vagamente antipatico, esattamente come ci si aspetta da un investigatore di questa tipologia di gialli.

Il vero punto di forza del romanzo è la trama, che fra perquisizioni, bugie, femme fatale e interrogatori, si dipana veloce verso l'inevitabile conclusione. Un poliziesco del genere noir talmente avvincente, da essere portato sullo schermo dal solito Humphrey Bogart, una decina di anni più tardi.



Il potere del cane, di Don Winslow

Chi altro poteva scrivere un noir simile, se non un ex investigatore? Dan Winslow ricorre a tutto il suo sapere per costruire una storia molto verosimile, in cui Art Keller, agente della DEA, si getta a capofitto nel mondo del narcotraffico, nel tentativo di sbarrare la strada al potente cartello messicano.

Una guerra, quella contro i trafficanti di droga, che non conosce confini, né geografici, né morali. Coinvolti negli affari ci sono, infatti, anche vertici della CIA e uomini della DEA, da sempre conniventi con i narcos, spesso assoldati per fargli fare il lavoro sporco in chiave anticomunista. Una fissazione degli americani, questa, che in questo romanzo trapela come verità inoppugnabile.



I migliori legal thriller


Se avete amato Perry Mason, allora siete dei patiti dei gialli legal thriller! Leggendo questi libri, entrerete nel complesso mondo della giurisprudenza, dove il confine della giustizia viene attraversato da giudici e avvocati, che si combattono a suon di codici penali, prove, testimoni e colpi di scena inaspettati.


Solitamente la trama gira intorno alla vicenda di un imputato, contro il quale tutte le prove sembrano schiaccianti. L'unico a crederlo innocente è il suo legale, che fra indagini e reperimento di prove, riuscirà a scagionarlo. Negli ultimi anni, inoltre, sono molti i libri legal thriller che vedono al banco degli imputati le grandi multinazionali: generalmente si tratta di vicende in cui le vittime dei loro crimini si riuniscono in una class action, con la quale vedono riconosciuto il danno e un cospicuo risarcimento.


I maggiori esponenti di questo filone sono tutti americani o inglesi. La cosa non deve stupire: non c'è dubbio, infatti, che il sistema giudiziario anglosassone, basato sulle convinzioni dei giudici e delle giurie, si presta a fare da perno su cui far ruotare un impianto sufficientemente macchinoso da tenervi incollati fino all'ultima pagina.


Inoltre, gli avvocati anglosassoni possono svolgere indagini per conto loro, cosa che gli permette indossare ora la toga in tribunale, ora i panni del detective alla ricerca di prove. Un connubio perfetto per creare trame intricate, momenti di suspence e verdetti inaspettati.


Il socio, di John Grisham

Politico e scrittore di libri gialli, l'autore con questo romanzo mette in scena il dietro-le-quinte dei grandi studi legali americani, nei quali il confine fra giustizia e interessi dei clienti viene spesso oltrepassato con freddo cinismo. Protagonista è infatti un giovane avvocato, che entra a far parte di un pool di legali di successo, dietro ai quali, però, si nascondono gli interessi della mafia.

All'apparire dell'FBI che vuole vederci chiaro, il giovane penalista dovrà fare la sua scelta. Avvincente e intrigato, questo legal thriller ha fatto storia, al punto di essere portato sul grande schermo dal regista Sidney Pollack, che dirige un giovanissimo Tom Cruise.


Presunto innocente, di Scott Turow

Opera prima dell'autore, questa è il classico legal thriller in cui l'imputato deve dimostrare la sua innocenza. È un gioco di chiari-scuri, di personaggi sfaccettati in cui non si capisce bene dove inizia l'ingenuità e dove termina la corruzione morale, uno spettacolo in cui va in scena l'apparenza, prima ancora della sostanza.

Ben congegnato e con colpo di scena finale, anche questo romanzo, come la maggior parte dei buoni legal thriller, finisce sullo schermo, per mano di Alan J. Pakula, che dirige Harrison Ford e Raul Julia, rispettivamente nei panni dell'imputato e dell'avvocato difensore.


L'uomo della pioggia, di John Grisham

Apparentemente sembra la solita storia del giovane avvocato squattrinato che, come Davide contro Golia, decide di affrontare in tribunale la grande compagnia, rappresentata da un pool composto dai migliori avvocati dello stato.

La storia è in effetti questa, ma tra codici di legge e giurie, l'autore riesce ad inserire una buona dose di umanità, che non potrà che farvi immedesimare nel giovane legale, pronto a tramutarsi nell'uomo della pioggia, termine con cui in America si apostrofano i professionisti che si accaparrano le cause più remunerative. Un ottimo legal thriller che, manco a dirlo, è stato riproposto al cinema in un film, diretto dal grande Francis Ford Coppola.


La legge dell'innocenza, di Michael Connelly


“L'unico modo per provare che non sono stato io è trovare chi è stato...È questa la legge dell'innocenza”. In questa frase c'è racchiusa tutta la trama. Mickey Haller, avvocato penalista, si ritrova invischiato in un processo per omicidio, in cui questa volta l'imputato è lui.

Fresco di stampa, questo è classico legal thriller, ma il fatto che sia proprio un avvocato a doversi difendere davanti ai giudici, ricorrendo a tutte le sue abilità, regala qualcosa in più. Anche perché, difendendosi da solo, il protagonista dovrà ricorrere a tutta la sua lucidità per non farsi trascinare dalle emozioni, un elemento magistralmente restituito nei numerosi botta e risposta di fronte ai giudici.



I protagonisti del Noir mediterraneo


Come sostiene Massimo Carlotto, uno degli esponenti di punta di questo sottogenere di giallo, il Noir mediterraneo “è stato una percezione, a volte una necessità, in generale un'adesione a un'idea di Mediterraneo”. I romanzi che possono essere collocati n questo filone, infatti, non si discostano di molto dai noir classici: protagonisti ambigui, linguaggio crudo, atmosfere cupe, sesso e violenza continuano ad essere i cardini attorno a cui si snoda la vicenda, ma ciò che li contraddistingue è l'ambientazione.


Non più una metropoli qualsiasi, ma le grandi e piccole città dell'area mediterranea, in cui la narrazione non può fare a meno di fondersi con le peculiarità culturali, paesaggistiche ed umane di quei luoghi. La struttura rimane quella del noir, ma si arricchisce di elementi di critica sociale e di un certo sentimento di rimpianto verso un mondo che, trascinato dalla globalizzazione, è ogni giorno meno uguale a se stesso.


Come padre del genere viene spesso indicato, a ragione, Jean Claude Izzo, ma a partire dalle sue opere, oggi la definizione di noir mediterraneo si è estesa a tutti quegli autori che, in un modo o nell'altro, hanno saputo legare i luoghi alle storie che raccontano.


I mari del sud, di Manuel Vazquez Montalbán

A detta di molti, uno dei migliori libri di Montalbán, che ambienta questo romanzo nella Barcellona del 1979. Il titolo prende spunto dalla trama: la vicenda è infatti quello del ritrovamento di un cadavere, che a posteriori si scopre essere quello di un uomo, la cui famiglia credeva in viaggio nei mari del sud.

In realtà non era mai partito e fra amori proibiti, sbronze colossali e cene raffinate, l'investigatore Pepe Carvalho arriverà alla verità. Incantevoli le descrizioni di Barcellona e della cucina catalana, che rendono la narrazione forse meno scorrevole, ma certamente più ricca e interessante.



L' Alligatore, di Massimo Carlotto

Perché leggere un solo libro, quando se ne possono leggere cinque? La prima avventura dell'Alligatore, l'ex galeotto divenuto investigatore, esce nel 1993, ma in breve si arricchisce di altri 4 capitoli, tutti ugualmente avvincenti. E decisamente noir.

Carlotto contribuisce come pochi altri alla diffusione del noir mediterraneo con questa serie di libri, in cui un detective poco convenzionale, che tutto sommato non ama affatto le forze dell'ordine, si ritrova invischiato in casi poco chiari, perfetti per raccontare il malaffare tipicamente italiano. Ma d'altronde è a questo che serve il noir: a raccontare un contesto. Contesto che troverete in tutti e 5 i capitoli, racchiusi oggi in un solo volume.



Casino totale, di Jean Claude Izzo

L'autore, considerato il padre del noir mediterraneo, apre con questo romanzo quella che sarà conosciuta come la Trilogia Marsigliese. Ambientato a Marsiglia, il romanzo sfrutta la morte violenta di due amici, per permettere a un terzo di avventurarsi nel mondo del crimine della città portuale.

Dura, cupa e attraversata da rigurgiti di razzismo, Marsiglia è la vera protagonista del romanzo, descritta in modo sublime dall'autore, che in questa città ci è nato e, purtroppo, prematuramente scomparso. Volevate approcciarvi al noir mediterraneo? Cominciate da qui!



Si è suicidato il Che, di Petros Markaris


Pubblicato nel 2003, il romanzo parte dal suicidio di un noto imprenditore greco per portarvi nella corruzione generata dai finanziamenti elargiti per le Olimpiadi di Atene del 2004.

Lo stile è asciutto, la trama avvincente quanto basta e il detective Charitos è sempre a pronto a scivolare nel politicamente scorretto. Probabilmente privo di quella linearità investigativa a cui ci hanno abituato altri autori, risulta comunque godibilissimo. Soprattutto se amate la Grecia e non avete alcuna difficoltà con gli impronunciabili nomi di luoghi e persone.





I migliori gialli italiani


Liberiamoci subito dall'equivoco: il giallo italiano non è un genere a sé. A seconda dei casi, ricade nel noir o nel poliziesco, ma di sicuro non è un filone specifico. E allora, perché ne abbiamo fatto un paragrafo? Essenzialmente, per due motivi.


Il primo è che negli ultimi anni il giallo italiano ha conosciuto una seconda vita. Il proliferare di ottimi autori e l'interesse da parte del piccolo e grande schermo, che a più riprese ha realizzato film e serie tv ispirate proprio a questi romanzi, ha permesso a una platea sempre più vasta di lettori di avvicinarsi a un genere letterario, fino a poco tempo fa considerato di nicchia.


La seconda ragione è che mai come durante un'indagine di polizia i dettagli sono importanti, le parole assumono nuovi significati, i piccoli gesti suggeriscono molto più di quanto non venga detto. Per questa ragione, non c'è dubbio che un giallo scritto da un autore italiano, ambientato nel bel paese, con protagonisti che potrebbero essere i nostri vicini di casa, affascina e coinvolge in modo maggiore, proprio grazie alla facilità con cui riusciamo a cogliere dettali e sfumature. Inevitabile, visto che i codici culturali sono i medesimi!

Non avete mai letto nessun giallo italiano? Cominciate da questi!


La forma dell'acqua, di Andrea Camilleri

Chi non conosce il commissario Montalbano, ormai diventato anche protagonista di una nota serie TV? Ecco, questa è la sua prima avventura, in cui deve cimentarsi con un rompicapo degno dei migliori romanzi gialli.

Pubblicato nell'ormai lontano 1994, nel libro ci sono già tutti gli elementi che renderanno memorabile la figura del commissario: l'ambientazione siciliana, l'uso del dialetto, il senso della giustizia e un sottile umorismo, che non guasta mai. Costruito in maniera godibile, è un romanzo giallo da leggere, soprattutto se avete intenzioni di avvicinarvi a Camilleri per la prima volta.


La misura del tempo, di Gianfranco Carofiglio


L'autore è un ex magistrato. Chi meglio di lui poteva riuscire a descrivere la difesa di un imputato? Tutta la storia, infatti, gira intorno alla figura dell'avvocato Guerrieri, che si ritrova a difendere in tribunale il figlio di una sua vecchia fiamma.

Forse meno spettacolare dei legal thriller americani per le ragioni di cui abbiamo già parlato, ma in ogni modo è un romanzo in cui ritrovare tutta la nostra giurisprudenza e la consapevolezza che, a volte, gli imputati sono innocenti anche quando tutto è contro di loro.




Tutto gorilla, di Sandrone Dazieri

Questo titolo racchiude in realtà 5 romanzi, tutti incentrati sulle indagini del Gorilla, un investigatore molto particolare, all'interno del quale vivono due ben distinte personalità: una riflessiva e condiscendente, l'altra violenta e istintiva, che lui definisce il Socio.

Tutte le storie sono raccontate con dovizia di particolari, immerse in città cupe, violente, attraversate da personaggi descritti come perdenti, la cui umanità, però, non manca di riservare piacevoli sorprese.




L'inverno più nero, di Carlo Lucarelli

L'autore è uno dei migliori scrittori italiani di libri gialli e questo romanzo è sicuramente una delle sue opere più riuscite. Ambientata nella Bologna del 1944, a metà strada fra un paese già liberato dagli alleati e uno ancora occupato dai tedeschi, la storia ripercorre i passi del commissario De Luca, alle prese con ben tre omicidi.Complessa ed intrigata a volte la narrazione può confondere, ma Lucarelli è Lucarelli e, nonostante la mole di indizi, depistaggi e interessi, alla fine fa quadrare il cerchio, come solo lui sa fare.





La carta più alta di Marco Malvaldi


Un omicidio, il gestore di un bar e quattro vecchietti che passano le loro giornate giocando a briscola ai tavolini del BarLume. Ecco gli ingredienti di un romanzo che appartiene a pieno titolo al genere giallo italiano, nonostante lo faccia con uno stile unico.

Con questo romanzo, infatti si ride. Si segue la pista, si analizzano gli indizi, ma si ride, sia grazie alle considerazioni del protagonista, Massimo il “barrista”, sia per l'utilizzo del dialetto pisano che, come tutte le parlate toscane, suscitano sempre simpatia in chi le ascolta. Un romanzo forse un po' sopra le righe per essere un classico giallo, ma divertente e ben congegnato.



Trovato ciò che cercavate? Sicuramente sì. Quindi...ad ognuno il suo libro giallo e a voi tutti buona lettura!





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